Perché il mio bambino non mastica?

Se per gli adulti la masticazione è un automatismo, per il bambino è una fase di vero apprendimento, fatto di tante tappe (ti stupisce, vero?). Dalla suzione del latte (dal seno materno o dal biberon), passa gradualmente all’uso del cucchiaino, al bere dal bicchiere, al mordere e infine alla masticazione. Anche se ogni bambino segue un proprio personale percorso di crescita, i tempi per imparare a masticare sono più o meno uguali per tutti. Quindi, se un bambino non mastica, probabilmente avrà bisogno di più tempo e attenzione, non è necessariamente indice di altro.

Naturalmente, come sempre, il nostro ruolo di genitori è sostenere i piccini ed accompagnarli, sempre stando attenti ad osservare i segnali che ci mandano e confrontandoci con pediatri e medici di riferimento.

Cos’è la masticazione?

La masticazione è la prima fase della digestione, che ha inizio nella bocca, dove il cibo viene ridotto dai denti in piccoli pezzi, attraverso il movimento di chiusura e apertura della stessa. La saliva e i suoi enzimi intervengono in questo processo, facilitando la deglutizione e il processo di digestione dei carboidrati.

Si parla di masticazione corretta quando è lenta e trasforma il cibo in un impasto pronto da digerire. Il cibo sminuzzato, infatti, viene digerito e assorbito meglio dal corpo, senza affaticare l’apparato digerente. Una buona masticazione permette agli enzimi digestivi di entrare in contatto con il cibo e di assorbirne più facilmente i nutrienti.

È importante che bambini e adulti sappiano che un pasto senza masticazione non garantisce il giusto apporto nutritivo.

Inoltre, una masticazione corretta e lenta, non solo favorisce la digestione, ma agevola anche la naturale pulizia dei denti, perché si attua un piccolo massaggio alle gengive che previene la sensibilità dentale, evitando che i batteri si depositino all’interno della bocca.

Il mio bambino non mastica: dalla suzione alla masticazione

Se il bambino non mastica è normale farsi domande e cercare di capire soprattutto come aiutarlo ad esplorare il cibo e ad approcciarsi con esso. Devi sapere che la bocca è un luogo pieno di stimoli e rappresenta la prima fonte di conoscenza per il lattante. Il bambino, infatti, già nell’utero materno porta le manine alla bocca e, dopo la nascita, in modo spontaneo, fa lo stesso con giochi, indumenti e con qualsiasi oggetto gli capiti tra le mani. Queste esperienze sensoriali gli permettono di conoscere stimoli diversi e di relazionarsi con essi (la cosiddetta fase orale).

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Anche la suzione, che compare nel neonato a 10 settimane, è un riflesso innato, diversamente dalla masticazione, che è legata alla maturazione neuro-sensoriale e allo sviluppo di abilità motorie e della bocca.

Cosa cambia con la masticazione?

Masticazione e deglutizione dei cibi solidi necessitano di una matura coordinazione tra cervello, movimenti della mano, movimenti della lingua, movimenti della bocca e delle guance.

Quando il bimbo inizia a mangiare cibi di consistenza maggiore, e quindi anche a masticare, deve imparare a stare seduto, con la mamma di fronte, e non più avvolto dalle sue braccia (posizione tipica dell’allattamento).

Durante la suzione al seno o al biberon, la lingua compie un movimento, che durante la masticazione deve essere completamente modificato. Può capitare (anzi spesso è così) che il bambino, appena gli si avvicina il cucchiaino alla bocca aperta, allontani il cibo con la lingua. Comunemente lo si interpreta come un rifiuto della pappa, invece è la non padronanza della masticazione.

Le gengive si preparano ad accogliere l’eruzione dei dentini, per dare inizio alla masticazione. Denti e gengive, con il processo di masticazione, triturano gli alimenti, mentre i movimenti della lingua e delle guance rimescolano nel cavo orale il cibo con la saliva, per poi passare alla deglutizione.

Il bambino quando impara a masticare?

A 3 mesi di vita inizia a ridursi il riflesso di protrusione della lingua, quel meccanismo di difesa innato, attraverso cui il bambino rifiuta tutto ciò che non è latteo. A 6 mesi questo riflesso è completamente scomparso e il piccolo è pronto ad un’alimentazione più solida, complementare al latte, anche perché iniziano a spuntare i primi dentini. Con questi presupposti, il bambino partecipa in maniera più attiva alla sua alimentazione, inizia a mostrare curiosità verso alcuni alimenti, e a riconoscere gusti e consistenze. Così anche se il bambino non mastica, avrà modo di approcciare al cibo in maniera sana e naturale.

La masticazione può avvenire utilizzando solo le gengive, ma è più efficiente dopo la comparsa dei dentini, perché l’eruzione dentaria migliora e perfeziona lo sminuzzamento dei cibi.

Il passaggio dagli alimenti cremosi e semi liquidi delle prime pappe a cibi solidi o tagliati a dadini dovrebbe essere fatto intorno ai 6-8 mesi, per favorire la masticazione spontanea dei cibi, che a sua volta facilita anche l’eruzione dei denti.

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Verso i 10-12 mesi la funzione alimentare progredisce, e dall’abilità di morso si passa alla masticazione, prima in maniera riflessa per poi diventare più completa. A questa età la maggior parte dei bambini è in grado di portare autonomamente il cibo alla bocca, bere da una tazza utilizzando entrambe le mani e mangiare cibo di dimensioni sempre maggiori (per esempio, pasta in piccolo formato). In questa fase è consigliato lasciare che il bambino utilizzi le mani per portare il cibo alla bocca, per acquisire coordinazione e autostima (l’alimentazione diventerà autonoma quando il bambino riuscirà ad utilizzare il cucchiaio o la forchetta in modo corretto).

Dai 12 mesi in poi le consistenze dei cibi si modificano sempre di più, e il bambino le sperimenta in base alla sua capacità di masticazione e deglutizione, ancora non del tutto efficienti.

L’alimentazione può favorire la masticazione?

Masticare è un processo necessario e fondamentale per lo sviluppo naturale ed equilibrato del sistema masticatorio, della struttura della bocca e dei muscoli della faccia e delle ossa del cranio.

Proprio per questo è sconsigliato (naturalmente non affidarti al sentito dire, ma rivolgiti al pediatra, perché ogni bambino ha necessità e bisogni diversi) mantenere una dieta liquida con alimenti esclusivamente frullati, perché masticando può progredire nella crescita motoria, ma anche psicologica e comportamentale.

L’introduzione di cibi solidi stimola il riflesso della masticazione, e contribuisce a far sviluppare e coordinare tutte le catene muscolari masticatorie, ma va fatto gradualmente, sempre, lo ricordo, in accordo con il pediatra. In linea generale, a dentizione da latte completata, il bambino dovrebbe essere in grado di masticare e triturare tutto il cibo.

Sarebbe opportuno, quindi, lasciare nella pappa dei pezzettini:

  • di piccole dimensioni;
  • proporzionati alle capacità del bambino;
  • tagliati in senso longitudinale, per evitare l’occlusione delle vie aeree, se dovessero andare di traverso;
  • sufficienti a stimolare la masticazione, senza comportare difficoltà eccessive per la deglutizione

Finché il bambino non acquisisce una masticazione matura, invece, sarebbero da evitare:

  • cibi sferici (uva, olive, ciliegie);
  • cibi tagliati in modo inadeguato (a rondelle, per esempio, soprattutto se di piccolo diametro);
  • alimenti appiccicosi o gommosi (la mozzarella o le caramelle gelatinose),
  • cibi troppo duri,
  • alimenti filamentosi;
  • bocconi troppo grandi rispetto alla bocca piccola del bimbo.

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Perché mio figlio non mastica?

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Per molti bambini, come detto precedentemente, è normale all’inizio non voler masticare. A  2 anni, invece, dovrebbero essere in grado di farlo e di mangiare quasi tutto.

I piccoli che si rifiutano di masticare spesso nascondono problemi relazionali

  • con chi gli somministra il cibo;
  • con il cibo stesso;
  • per un eccessivo ritardo nell’introduzione di alimenti solidi;
  • dovuti al non aver avuto pazienza a rispettare il loro bisogno di imparare, “sperimentando” con il cibo, sporcandosi, lanciandolo o giocando sul seggiolone;
  • legati ad un atteggiamento iperprotettivo da parte del genitore, che può aver innescato la paura.

Il rifiuto a masticare, mordere, sgranocchiare può riguardare sia bambini piccoli, che fin dallo svezzamento esprimono un deciso no a masticare (preferendo cibi molto morbidi e richiedendo anche il biberon), sia quelli più grandicelli (di quattro o cinque anni), che hanno già imparato a masticare, ma preferiscono ingoiare.

Abbiamo già affrontato anche la tematica della neofobia alimentare, e tante volte, potrebbe essere complice di questo rifiuto del bambino.

Masticare e ingoiare sono due movimenti opposti: ingoiare ricorda la suzione del latte, masticare, invece, si associa ai dentini che spuntano, quindi a dolore e fastidio. I bambini che non masticano possono esprimere una loro paura o inibizione nella manifestazione delle componenti aggressive all’interno della famiglia, che non va assolutamente sottovalutata.

11 consigli per supportare il bambino che non mastica

Forse è scontato dire che il tuo aiuto è fondamentale: dovrai, infatti, accompagnare tuo figlio alla scoperta dei vari alimenti, proponendogli di volta in volta ciò che è in grado di masticare, e lasciandogli il tempo necessario per farlo. Questo approccio lo aiuterà a “diventare come i grandi”, ma anche ad apprezzare gli alimenti e a seguire sin da subito una dieta varia.

Quindi, cara mamma o caro papà, se il bambino non mastica armati di pazienza e:

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  1. comincia presto ad introdurre alimenti non omogeneizzati;
  2. usa 2 piatti, uno per lui e l’altro per chi eventualmente lo imbocca;
  3. proponi cibi meno sminuzzati, soprattutto quando ha fame;
  4. non forzarlo con consistenze a cui non è pronto;
  5. permettigli di giocare, toccare, pasticciare, sporcarsi con il cibo, perché per lui è un modo per conoscerlo e familiarizzare;
  6. evita di lasciare alla sua portata cibi pericolosi o alimenti piccoli (a rischio ostruzione);
  7. fallo sedere a tavola con tutta la famiglia, così che possa osservare il comportamento “dei grandi” con il cibo, e a sua volta sperimentare e imitare usi e abitudini;
  8. non mostrare apprensione;
  9. conta fino a 15 mentre mangi una piccola quantità di cibo. Così facendo gli mostrerai anche come mordere e masticare il cibo;
  10. se inizialmente presenta un rifiuto a masticare, non demordere, ma prova ad offrirgli, nello stesso pasto, alimenti diversamente sminuzzati, che rendono più omogenea la consistenza;
  11. ricorda che non esiste il cibo per gli adulti e il cibo per i più piccoli, ma esistono accortezze che lo rendono sano ed equilibrato per tutti.

Tutto passa e passerà

In ogni caso, vedrai che tutto passa e passerà anche questo e se il tuo bambino non mastica, vedrai che piano piano ci saranno dei risultati. Ho conosciuto tante famiglie con il mio lavoro e c’è sempre stato un bellissimo lieto fine! Anzi, vedrai poi che soddisfazione vederli mangiare di gusto. Se poi ti restano dei dubbi contattami senza impegno!

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