Come proporre le verdure ai bambini con fantasia e costanza?

Moltissimi genitori, prima o poi, fanno i conti con il secco rifiuto davanti a un piatto di verdure: “cosa sono quelle cose verdi?”. Broccoli, spinaci e carote che fino al giorno prima venivano  assaggiati, assaporati e mangiati con gusto, all’improvviso vengono allontanati con disprezzo. Il momento del pasto diventa così una lotta all’ultimo “non lo voglio!”, l’ansia e l’angoscia fanno capolino, e così anche i più esperti tra genitori, nonni, educatori, babysitter si muovono tra obblighi e indecisione costante. Ma tranquilla, a tutto c’è sempre una soluzione e possiamo trovarla insieme: continua a leggere per capire come proporre le verdure ai bambini!

Ti anticipo subito che ci sono due paroline d’ordine che non dobbiamo dimenticare: fantasia e costanza. Ti spiego meglio…

Come proporre le verdure ai bambini senza stress?

Il primo consiglio che vorrei darti è quello di munirti di tanta pazienza rassicurandoti che è normale, attorno ai dodici mesi, opporre resistenza davanti a un piatto di verdure o a un alimento che letteralmente fino al giorno prima veniva apprezzato. Si tratta infatti di una fase naturale e fisiologica che interessa spesso i nostri bambini e si protrae fino ai sei anni circa. Sempre tenendo bene a mente che i nostri piccini non sono tutti uguali, e che quindi qualsiasi discorso facciamo, occorre pensare alle dovute eccezioni. 

Parliamo, in via generale, di neofobia alimentare, facendo riferimento sostanzialmente ad un riflesso primitivo che corrisponde a un rifiuto categorico di provare alimenti nuovi o già assaggiati, a volte pure sconosciuti. 

Una fase naturale, fisiologica, iscritta addirittura nei nostri geni, e che quasi tutti i bambini si ritrovano ad affrontare, tanto che se siamo qui a parlarne è proprio perché è una cosa che avviene di frequente e non c’è da allarmarsi. Occorre ovviamente analizzare anche tutto il contesto, ma tendenzialmente si tratta di fasi passeggere (se necessiti di un confronto contattami senza impegno).

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Da dove deriva questa diffidenza verso i cibi nuovi o vissuti come tali?

Immagina il piccolo di homo sapiens che vivendo in un’epoca, la preistoria, non aveva la possibilità di essere accudito dalla balia, babysitter o frequentare un asilo. La mamma e il papà come i fratelli o le sorelle maggiori non potevano occuparsi di lui essendo a caccia per procurarsi il cibo e poteva venire a contatto con alimenti pericolosi come bacche, funghi o piante velenose. Ecco! Se non ci fosse stata questa diffidenza verso un alimento sconosciuto e non fosse partito con un sibillino non mi piace, a quest’ora noi saremmo estinti.

Il tempo dei dinosauri e della preistoria è passato da moltissimi secoli che potrebbe apparire un discorso inutile considerando la società moderna che ci prepara a ingredienti ed alimenti preconfezionati, sterili e si spera sotto un rigido controllo sanitario. Il riflesso primitivo che abbiamo chiamato neofobia alimentare, non andrebbe assolutamente confuso con un disturbo più complesso di selettività come in molti credono (come il disturbo evitante restrittivo ARFID di cui ti ho già parlato), abbiamo visto essere iscritto nei nostri geni. E tra l’altro viene tramandato da generazione in generazione. 

Studi scientifici recenti hanno stabilito che la diffidenza nei confronti di un cibo nuovo è impressa in una percentuale del 75%  ma c’è una bella notizia su cui possiamo lavorare per far accettare le novità come le verdure ai nostri bambini mentre, il restante 25%, è dovuto dall’influenza dei comportamenti ambientali che circondano il bambino. Ecco infatti che possiamo proprio partire da quel 25% per poter lavorare al meglio su una buona educazione alimentare. Ed ecco anche spiegato il perché parliamo tanto del come proporre le verdure ai bambini: niente è perduto!

Noi siamo il buon esempio

Altra cosa fondamentale da non dimenticare è che: noi siamo l’esempio migliore per i nostri piccini. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno e anzi direi a questo punto guardiamo il piatto di verdure con un occhio diverso da quello che siamo abituati noi adulti, che siamo e saremo sempre il buon esempio per una corretta accettazione di qualsiasi alimento. 

Molti studi scientifici hanno evidenziato come il comportamento di mamma e papà o dei fratelli, sorelle, cugini, il gruppo dei pari siano al momento della pappa molto importanti per una futura relazione con il cibo. Pressare a mangiare, insistere, minacciare o punire, son tutte azioni dovute allo stress o al non saper esattamente come comportarsi, ma credimi che sono azioni inutili ai fini del risultato. Non solo non portano a nulla, ma possono anche acuire fastidio e il rifiuto stesso dei bambini, mentre il buon esempio, risulta essere molto più impattante e risolutivo.

3 Cose importanti che possiamo fare noi adulti

Dato che sei qui per avere consigli su come proporre le verdure ai bambini, ecco 3 semplicissime indicazioni partiche, che forse ti sembreranno banali, ma credimi faranno la differenza:

1 Mangia anche tu prima di chiedere di mangiarle

Ma tu le mangi le verdure? Quanti giorni a settimana quante volte al giorno? Quando faccio delle consulenze personalizzate sullo svezzamento (prenota subito la tua consulenza sullo svezzamento), spesso viene fuori che proprio i genitori non mangiano mai verdure. Pensaci bene, come puoi dire ai tuoi bambini di fare qualcosa che tu stessa non fai? Anche se sono piccolissimi, tendono ad essere imitativi, quindi inizia a cambiare anche il tuo regime alimentare: ne trarrai, oltretutto, benefici in termini di salute!

Semplicemente non mancare di portare in tavola piatti variopinti di verdure di stagione, possibilmente della zona (e anche frutta, mi raccomando) mostrando tutto il piacere di assaporarli. Questione di gusto, manche di “educare” al sapore.

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2 Usa la fantasia

Fantastica alleata a tavola è la fantasia, intesa non solo come originalità della proposta, ma anche come disposizione nel piatto degli alimenti. Senza esagerare, non devi impazzire, non sei ad un concorso di cucina e nemmeno Van Gogh, ti basterà semplicemente:

3 Agisci con costanza

I bambini sono meravigliosi, e spesso hanno un bisogno di certezze che passa anche attraverso la routine. Pertanto, non smettere di proporre gli alimenti, continua con costanza, senza obbligare, quanto piuttosto cercando di invogliare i bambini a piccoli assaggini. Assaggia oggi, assaggia domani, piano piano qualcosa si smuoverà, vedrai.

Occorre anche solo abituare alla visione e alla presenza di una verdura nei piatti: è una buona strategia per fargli apprezzare gli alimenti che non conosce o che all’improvviso ha deciso non essere per lui sicuri. Hai presente la neofobia alimentare che abbiamo parlato poco sopra? Si tratterebbe proprio di quello e che si attiva appunto quando un alimento non viene riconosciuto sicuro mentre a volte bastano 2 o 3 esposizioni per arrivare all’assaggio. A volte forse di più e a volte di meno ma è importante che venga proposta anche se non consumata. 

5 Cose importanti che NON dobbiamo fare noi adulti

Inoltre, sullo stesso piano, giocano un ruolo decisivo anche le azioni da non fare, altrimenti rischieremmo di compromettere i piccoli passi avanti, ed ottenere l’esatto opposto:

  1. Evitare di proporre l’alternativa se rifiuta il cibo che sta mangiando o iniziando ad assaggiare. Partendo dal presupposto che potrebbe non gradire l’alimento nuovo e che la scelta che si ritrova davanti sia monotematica. In tavola è importante che il menù studiato per tutta la famiglia venga proposto con 2-3 cose diverse fra di loro come un carboidrato, una verdura e un frutto (scopri le mie consulenze di menù per tutta la famiglia).
  2. Rimproverare il bambino: sta affrontando una fase di difficoltà o dimostrando un suo bisogno, che non ha nulla a che vedere con un capriccio. Abbiamo visto che è un comportamento di diffida verso le verdure che non ha mai conosciuto, o semplicemente un fase di rifiuto e neofobia. La stanchezza che sopraggiunge alla sera che immancabilmente abbiamo noi tutti genitori certamente non aiuta, ma sgridarlo peggiorerebbe ulteriormente la situazione. Infatti, assocerebbe il momento dei pasti ad un qualcosa di fortemente negativo.
  3. Proporre un rinforzo positivo su un comportamento negativo: come potrebbe essere una ricompensa se consuma il pasto. La cioccolata, data come ricompensa se finisce tutti i broccoli, porterebbe a un circolo vizioso. E in aggiunta, nella testa del bambino, la verdura finirà con l’essere sempre il cibo brutto, cattivo e sgradevole, mentre la cioccolata sarà buona, bella, gustosa. 
  4. Minacciare “ripercussioni” varie, con frasi del tipo “se non mangi le verdure, Babbo Natale non ti porterà nulla”. È già una cosa sgradevole da scrivere, ma  non oso immaginare come possa apparire nella mente di un bambino che non comprende il motivo per cui un comportamento porti ad un altro altrettanto più forte, doloroso. 
  5. Lasciare il bambino a digiuno. Accanto all’alimento nuovo metti sempre qualcosa che possa piacere e che sei sicura mangi. Vorrà dire associare un alimento piacevole ad un altro ingrediente che con il tempo apparirà sempre più sicuro, rafforzando così la convinzione che non è pericoloso. 

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Aperitivo con le verdure: perché no?

Potrà capitare che nonostante tutti questi sforzi il tuo bambino allontani comunque le verdure, non le accetti nemmeno nel piatto, e non le assaggi. Posso dirti di non mollare, e come ti dicevo prima, di essere costante per pranzo e per cena. Non parlo solo di carote bollite o buttate lì così sul centro tavola. Le verdure le potrai utilizzare come ingredienti per ricette gustose, come polpette, pesto, torte rustiche, muffin o addirittura un aperitivo prima di cena. Ti svelerò un segreto che riguarda proprio la possibilità di mettere sul tavolo, un oretta prima della cena, un piatto di verdure o un preparato con base di verdure. Le possibilità che il tuo piccolo allunghi le mani e ne assapori il gusto è molto alto. Ed ecco quindi un altro modo di proporre le verdure ai bambini!

In conclusione

Tieni sempre presente le peculiarità dei tuoi bambini, evita i paragoni (anche all’interno della famiglia con fratellini o sorelline) che non portano a niente, ma concentrati con positività sul tuo “piano di azione”. Posto, quindi che i nostri piccolini sono tutti differenti, con queste piccole accortezze, potresti ottenere comunque dei risultati migliori! Del resto cosa ti costa provare? L’educazione alimentare è un dono prezioso che facciamo a noi stessi e ai nostri bambini, che ne faranno tesoro nel tempo, sì, io direi che vale proprio la pena impegnarsi per essere un buon esempio anche da questo punto di vista.

Che ne dici? Come procedono i tuoi tentativi “verdurosi”?

Comments 2

  1. Ciao Elisa, io mi ritrovo proprio in questa fase di rifiuto di tutte le verdure tutte tutte! 🙈 propongo sempre e comunque crude, cotte, piatto unico e non..da qualche giorno sta mangiando i pomodorini crudi. Ha 17 mesi e ha iniziato in effetti dopo l’anno..questa mail è stata davvero interessante proverò a mettere in atto queste strategie e affronterò con una consapevolezza diversa questa sua fase.
    Grazie mille 🥰🙏🏻

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