Dieta alcalina? No grazie!

La famigerata, leggendaria, insulsa “dieta alcalina” è una delle bufale mediche più diffuse che si diffonde indisturbata, anche (purtroppo) tramite medici, professionisti e persone che dovrebbero aver sfogliato qualcosa in più dell’enciclopedia medica. Nonostante sia completamente priva di supporto scientifico, come tante altre diete altrettanto prive di supporto scientifico (come quella dei gruppi sanguigni o quella crudista), ha comunque un inspiegabile successo grazie al passaparola, a trasmissioni TV e a internet.

La “dieta alcalina” dovrebbe essere un regime alimentare secondo il quale, introducendo determinati “alimenti alcalini” in grado di “alcalinizzare” l’organismo, si otterrebbero enormi benefici per la salute e addirittura nella cura di malattie gravi come il cancro (vi rendete conto dell’assurdità?). Poi esistono varie versioni: l’alcalinizzazione riguarderebbe talvolta il sangue, altre volte le cellule, altre volte la “matrice extracellulare” e così via, secondo l’ipotesi, una diversa dall’altra, di chi la diffonde.

Smantelliamo definitivamente questa assurda teoria: NON E’ POSSIBILE ALCALINIZZARE (o, al contrario, “acidificare”) il nostro sangue senza incorrere in disturbi anche gravi e persino letali.

Devo doverosamente fare una precisione. La persona che, tramite un libro, ha diffuso al grande pubblico questa leggenda della dieta alcalina, è un falso medico finito in carcere (1) con 18 capi d’accusa, tra i quali la truffa. Ovviamente ha illuso moltissime persone che pensavano di aver trovato la soluzione ai loro mali spesso incurabili.

Purtroppo l’argomento non è di immediata comprensione, pertanto proverò a spiegarlo nel modo più semplice possibile, in modo tale da poter capire come la “dieta alcalina”, le “acque alcaline”, gli “integratori alcalini” ed altre amenità simili, sono semplici prodotti commerciali truffaldini che vendono perché non tutti conoscono come funziona il corpo umano.

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Partiamo da un dato: il nostro sangue è lievemente alcalino. Cos’è «l’alcalinità»? Ogni soluzione ha un suo pH. Si tratta della scala di misura dell’acidità o basicità (detta anche alcalinità) di un composto. Questa scala nell’uso pratico va da 0 a 14. Se una soluzione ha pH 0 è un acido forte (è cioè una sostanza molto acida), se ha pH 14 è una base forte (cioè molto basica, alcalina); una soluzione con pH 7, come ad esempio l’acqua pura, si dice «neutra» (non è cioè né acida né alcalina).

L’intervallo fisiologico di pH del sangue è compreso tra 7,38 e 7,42. Si parla di acidosi quando scende sotto i 7,35 mentre c’è un’alcalosi quando è superiore a 7,45.

Il corpo fa di tutto per evitare questi minimi sbalzi: in caso di variazioni le proteine possono cambiare forma, diventando inefficienti per qualsiasi loro funzione; il sistema nervoso può avere gravi problemi (si può arrivare a confusione, al coma o anche alla morte); possono avvenire squilibri elettrolitici (ad esempio può crescere troppo o diminuire troppo la concentrazione del potassio, minerale fondamentale per il funzionamento del cuore) e quindi portare anche aritmie. Ecco perché esistono degli efficientissimi sistemi di controllo, il primo dei quali, il più semplice, è dato dalla composizione del sangue stesso.

Il sangue è una soluzione tampone perché ricco di composti che fanno sì che il pH rimanga costante. I protagonisti principali di questo controllo sono l’anidride carbonica e il bicarbonato.

Indipendentemente dai meccanismi, è importante sapere che è una reazione reversibile, ovvero è possibile anche partire dal bicarbonato e rifare le reazioni verso l’anidride carbonica: anzi, la reazione inversa avviene continuamente, stabilendo un equilibrio stabile tra i vari composti.

Ed ecco come funziona questo tampone. Se per un qualunque motivo aumentano gli acidi (esercizio fisico, dieta ricca di proteine o di grassi, malattie…) aumenta la concentrazione di ioni idrogeno, quindi si produce più anidride carbonica e acqua, di fatto eliminando gli ioni idrogeno in eccesso. Altri tamponi, che agiscono in maniera simile, sono le proteine (alcuni aminoacidi hanno la capacità di legarsi agli ioni idrogeno o di cederli) e i fosfati (molecole formate da fosforo e ossigeno, con una carica negativa molto forte che attraggono gli ioni idrogeno). Ovviamente questo meccanismo non è sufficiente da solo: i tamponi sono limitati, una volta che una molecola ha reagito non è più utilizzabile. È quindi necessario che vengano prodotti nuovi tamponi di continuo.

Qui agiscono polmoni e reni. I polmoni sono gli organi deputati all’ossigenazione del nostro sangue, mentre il rene è un organo molto complesso il cui compito principale è quello di filtrare il sangue in modo che in circolo rimangano i nutrienti, mentre gli scarti possano essere eliminati con le urine.

 

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In conclusione, possiamo dire che, salvo patologie che impediscano il normale funzionamento di polmoni e reni, o magari eccessi estremi di acidi (come nel diabete) o di basi (come assumendo troppo bicarbonato), il pH del sangue è costante e perennemente regolato, senza possibilità di sbavatura. Assumere acidi organici come grassi o proteine con la dieta NON fa variare il pH del sangue, perché i meccanismi spiegati lo impediscono. Allo stesso modo assumere minerali alcalinizzanti con frutta e verdura non ha effetti, perché i polmoni e i reni lavorano per annullarli.

Ecco il perché di un sistema tanto complicato: altrimenti basterebbe mangiare un pomodoro per rendere acido il plasma sanguigno e morire o assumere un cucchiaio di bicarbonato di sodio per avvelenarsi. È chiaro che l’organismo ha i mezzi per correggere piccole variazioni di pH (che avvengono ogni giorno), ma con variazioni improvvise e violente il rischio di un’impossibilità di riequilibrio sarebbe altissimo.

Che senso ha una “dieta alcalina” che dice di puntare ad “alcalinizzare l’organismo” dal momento che tutto il nostro metabolismo lavora per evitare che ciò accada? Di fatto è praticamente impossibile modificare in modo sostanziale il pH dell’organismo perché siamo costruiti per impedire che ciò accada, dato che se così non fosse correremmo gravi rischi.

Il nostro corpo è una macchina molto complessa e, ciò che facciamo tutti i giorni senza fatica, è in realtà il frutto di milioni di anni di evoluzione che ha portato all’unione di meccanismi sopraffini. Segui la dieta mediterranea, fornisci al tuo organismo il giusto apporto di carboidrati, grassi, proteine e fibre, impara ad assumere i nutrienti giusti, a tutto il resto ci pensa il nostro corpo!

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Fonte: https://www.sciencebasedmedicine.org/ph-miracle-living-dr-robert-o-young-finally-arrested-but-will-it-stop-him/

 

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