Reflusso del neonato: questo sconosciuto

Il reflusso del neonato: intervista a Claudia Bufalari, mamma di due bimbe con reflusso e autrice del blog reflusso neonatale.

Davvero è il caso di dirlo: il reflusso del neonato non solo risulta “sconosciuto” e perlopiù confuso con il classico rigurgito ma viene sottovalutato e declassato a “signora ma suo figlio sta benissimo, tutti i neonati piangono tutto il giorno”, “signora ma lei è esagerata, il reflusso non esiste, diamogli un pò di latte formulato: forse piange perché il suo latte non basta più”.

Perché ho deciso di scrivere questo articolo e in modo particolare, perché ho deciso di intervistare Claudia Bufalari, mamma di due bimbe che hanno sofferto entrambe di reflusso e autrice del blog reflussoneonatale.it?

La risposta è semplice: solo nell’ultimo hanno, un buon 30-40% delle consulenze svezzamento che ho fatto, avevano come tema principale il reflusso. Mi sono ritrovata davanti tantissime famiglie che hanno vissuto una vera e propria epopea per arrivare alla diagnosi di reflusso da parte del loro pediatra di fiducia.

Dai loro racconti, ho capito che tante famiglie si sono sentite “derise” e non supportate né tantomeno capite. Frasi tipo “ma il reflusso nei neonati non esiste, è fisiologico” oppure tipo “sia normale che un bambino pianga tutto il giorno, vomiti ogni poppata e non riposi mai” sono state spesso all’ordine del giorno tra una visita pediatrica ed un’altra.

Puntualizzo: io sono una biologa nutrizionista. Non mi occupo di diagnosi: questo è solo compito del medico che segue il bambino attraverso esami diagnostici precisi. Occupandomi però di svezzamento e menù per tutta la famiglia, è normale che da me arrivino mamme e papà che cercano piccole accortezze per svezzare il loro bambino con reflusso nel miglior modo possibile.

Ogni volta mi colpisce la storia dolorosa e difficile che hanno questi bimbi dalla nascita. Con loro, anche le famiglie. Tutto questo a causa di un ritardo, del tutto ingiustificato, della diagnosi di reflusso.

Dopo aver letto tutte le linee guida attuali riguardo il reflusso gastroesofageo del neonato, dopo aver lavorato e accompagnato tante famiglie con un bimbo o una bimba reflussanti, ho deciso di intervistare Claudia, conosciuta per caso sui social.

Claudia divulga ogni giorno sulla sua pagina Instagram decine e decine di testimonianze di genitori con bimbi hanno reflusso neonatale.

La sua storia è simile alla storia di tante mamme: lei però ha deciso di raccontarla e divulgarla, affinché nessun genitore si senta più in difficoltà e solo come si è sentita lei.

Ecco l’intervista che mi ha gentilmente regalato, grazie Claudia.

Claudia da dove nasce “neonati ingestibili”? Ci racconti la storia che sta dietro questo nome?

Neonati Ingestibili nasce nel 2018 come blog di sfogo e condivisione. Entrambe le mie figlie hanno sofferto di reflusso e sentii la necessità di raccontare la mia esperienza: bambine che piangevano costantemente, rifiutavano di mangiare ed avevano serie difficoltà nel dormire. Mi accorsi ben presto che non ero la sola a vivere questa condizione e che anzi, c’erano tante mamme di neonati ingestibili.

Ancora oggi c’è pochissima informazione e sensibilità verso questo disturbo che invece colpisce centinaia di neonati ogni anno. Grazie al blog riesco ad arrivare a moltissime famiglie, offrendo loro informazioni e supporto.

Come hai scoperto il reflusso della tua prima bimba? Ci racconti il percorso di diagnosi?

L’ho scoperto molto tardi, perché anche di fronte a sintomi lampanti, nessun medico arrivò alla diagnosi. Mi parlavano di coliche, capricci, allattamento sbagliato. Quando invece la mia piccola piangeva, faticava sia a mangiare che a dormire a causa delle risalite acide.

A 6 mesi ebbe un calo di peso e fu ricoverata in ospedale, dopo molti accertamenti arrivò la diagnosi di esofagite da reflusso. Purtroppo, nonostante ciò, non ottenni mai una cura o dei consigli risolutivi, ma solo tanti inviti ad avere pazienza.

Mia figlia continuò ad avere esofagiti fino ai 18 mesi di età.

 

La tua esperienza per la seconda maternità è sempre stata all’insegna del reflusso?

Purtroppo si, anche la mia secondogenita iniziò a manifestare gli stessi disagi. Decisi che non avrei portato ulteriore pazienza ed inizia a pretendere attenzioni e cure. Mi informai molto e trovai un medico in grado di aiutarci.

Nel giro di poche settimane, grazie ad una buona terapia, la mia bambina diventò gestibile e serena.

Questo mi fece capire, ancora di più, quanto fosse essenziale avere accesso alle correte informazioni e soprattutto incontrare il medico giusto.

 

Perché un genitore fa così tanta fatica ad avere una diagnosi di reflusso per il proprio neonato? Perché tanti medici la descrivono ancora come una malattia immaginaria?

Credo che il problema derivi dalle Linee Giuda Pediatriche che considerano il reflusso degno di attenzioni solo di fronte ad un calo di peso del neonato e previa ph metria positiva.

Questo vuol dire che il bambino e la famiglia vengono portati allo stremo delle forze, quando addirittura la gola del neonato è talmente infiammata da non accettare più di mangiare, di sopravvivere.

Molti medici, attenendosi a queste linee, preferiscono minimizzare il disagio, anche di fronte a sintomatologia e sofferenza evidente.

 

Parliamo di svezzamento: i cibi solidi hanno aiutato le tue bimbe a stare meglio? Hai notato delle differenze tra le tue due figlie?

Indubbiamente si! La mia prima figlia aveva continue esofagiti e per lei fu difficile il passaggio ai cibi solidi, riuscii a svezzarla molto tardi.

Mentre la secondogenita, con il reflusso sotto controllo, si svezzò con facilità. Anzi era molto felice di abbandonare tutto quel latte (che facilitava le risalite) con cibi semi solidi e soprattutto meno acidi.

Il passaggio ai cibi solidi migliorò moltissimo il disturbo del reflusso.

L’unico rammarico che ho, è di non aver sperimentato troppo, per paura. Tornassi indietro svezzerei con più coraggio, magari provando l’autosvezzamento!

 

Puoi dare un consiglio ad un genitore il cui bimbo soffre di reflusso?

Il consiglio che mi sento di dare è di non rinunciare a vedere il proprio bimbo sereno. Le soluzioni ci sono, l’importante è chiedere aiuto ed affidarsi a professionisti e medici che conoscono questo disturbo.

I bambini che soffrono di reflusso hanno bisogno di attenzioni particolari, spesso diverse dagli approcci classici.

 

Vuoi aggiungere qualcosa?

Invito chiunque abbia un bambino che soffre di reflusso a parlare tanto della sua condizione. A non nascondersi, a non vergognarsi di avere un neonato ingestibile. A pretendere aiuto e attenzioni.

Solo così riusciremo a sensibilizzare la società.

 

Puoi visitare il blog di Claudia cliccando qui. Troverai una lista di medici sparsi in tutta Italia sensibili al tema del reflusso. Grazie Claudia per l’immenso lavoro di divulgazione svolto negli ultimi anni. Tanti genitori hanno finalmente trovate la cura giusta per il proprio bambino grazie alle informazioni che hai divulgato negli ultimi anni.

Inoltre, sul profilo di Claudia trovi una nostra diretta a tema svezzamento e reflusso, puoi recuperarla cliccando qui.

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